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STORIA DELLA PARROCCHIA

La nascita di questa Parrocchia, sita nella periferia Est della giovane città di Latina (fondata. 1932), si colloca nell'ambito dello sviluppo che negli anni  porta quello che era un grosso borgo agricolo a diventare un moderno e laborioso complesso urbano. La popolazione, sempre crescente ed animata da profondo senso religioso, manifesta l'esigenza di una più capillare cura religiosa; a questa richiesta l'allora Vescovo mons. Arrigo Pintonello rispose con la creazione di otto nuove parrocchie, tra cui appunto S. Chiara, effettuata con decreto del 16 ottobre 1969.

In attesa di una sede dignitosa e definitiva, venne dunque costruita una cappella sul terreno di proprietà  della Provincia Romana dei Frati Minori, situato in zona Piccarello. L'intento del Vescovo era quello di riunire in un solo sito i frati francescani, già  presenti nella vicina Parrocchia dell'Immacolata Concezione, e le suore Clarisse del monastero di Sezze. Proprio un padre Francescano, P. Emilio (Antonio) Vincenzi fu nominato Amministratore parrocchiale della nascente realtà  ecclesiale.

A causa di complesse vicende burocratiche non fu possibile realizzare il progetto così come era stato pensato dal Vescovo di allora; una parte del terreno dove sorgeva la Cappella, nel frattempo donato alle suore Clarisse, fu espropriato dal Comune per la costruzione di una scuola e così la vita della comunità dovette svolgersi, oltre che nella cappellina, all'interno di alcuni garage siti di fronte ad essa dove concentrare le attività  pastorali. Nel frattempo, su istanza del nuovo Vescovo, Mons. Enrico Romolo Compagnone, era stato richiesto il riconoscimento agli effetti civili che arrivò, da parte del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, con decreto n. 971 del 19 dicembre 1983.

Finalmente padre Emilio, sostenuto dall'impegno generoso dei parrocchiani, economico e associativo, può vedersi riconosciuto l'onore e affidato l'onere di primo parroco di S. Chiara il 1 agosto 1984.

Va detto che intanto la popolazione della zona cresceva sensibilmente, al punto che una stima effettuata allora affermava che al 23 aprile 1985 i parrocchiani ammontavano a 6.289; ovviamente la ristrettezza delle strutture restava un grave problema. P. Emilio si occupò con l'aiuto di alcuni tecnici di elaborare un nuovo progetto, per il quale fu stanziato un contributo proveniente dall'Amministrazione provinciale. Molto restava ancora da fare, anche perchè il terreno dove la chiesa parrocchiale era ospitata non era certo abbastanza esteso da poter ospitare la nuova chiesa e il monastero delle Clarisse allo stesso tempo.

A questo punto la responsabilità  dell'impresa e la cura della comunità  passa dalle mani dei Frati e di padre Emilio ad un parroco diocesano, don Gianni Paoletto(1987).

Don Gianni, con ammirabile dedizione ed impegno, si assumerà  il carico del parroco precedente riuscendo a rinnovare e rianimare tutti i settori della vita pastorale della comunità . Si rafforzano o nascono nuove esperienze comunitarie, come l'Azione Cattolica, la Caritas, l' Apostolato della preghiera, il Gruppo Famiglie, gli Scout e così via. Le attività  tese a creare una parrocchia attiva e collaborativa si susseguono, dando nuovo slancio alla festa patronale, già  iniziata da padre Emilio, e alla ricerca ormai prioritaria di un terreno dove costruire un degno centro pastorale.

Va ascritta anche al merito e alla perseveranza di don Gianni la faticosa impostazione di una convenzione, stipulata tra gli Uffici comunali preposti e i proprietari del terreno sito nel cosiddetto comparto, situato non lontano dal Monastero e dalla cappella, per la quale il Comune proponeva la concessione dell'edificabilità  sullo stesso terreno e la donazione di una parte dello stesso alla comunità  parrocchiale al fine di poter realizzare il progetto-chiesa, nel frattempo rifatto completamente per opera di don Gianni e dell'ingegner Benito Vittorio Ortu. La non facile attuazione di tale intento porterà  ad una serie di intoppi che non si erano ancora risolti quando nel 1998 la responsabilità della gestione pastorale passa all'attuale parroco, don Daniele Della Penna.

Don Daniele ereditava, oltre agli annosi problemi, una comunità  senz'altro ricca di risorse, umane soprattutto, oltre che economiche, con la presenza di operatori pastorali e catechisti numerosi e formati e anche di gruppi giovanili ben organizzati ed attivi. Si aggiunsero dunque al panorama pastorale il gruppo del Rinnovamento Nello Spirito, il Gruppo Conchiglia per la Lectio Divina e la Comunità  di Meditazione Cristiana (gruppo 'SPES').

Da subito ci si rimise inoltre a lavorare, per mezzo degli organismi preposti, per incrementare tali risorse e arrivare alla meta desiderata da tanto tempo. Interventi sui giornali e mass media, incontri con le autorità , creazione di appositi comitati e la revisione ormai necessaria del progetto stesso: tutto fu messo in campo dal parroco e dalla comunità  al fine di venire incontro alle necessità  dell'annuncio della fede in un contesto sociale che presentava e presenta problematiche legate all'invecchiamento della popolazione, alla presenza delle nuove povertà , della devianza giovanile e della secolarizzazione che come in ogni altro luogo d'Italia non risparmia certo la Diocesi Pontina. Grazie all'impulso paterno e cordiale dato soprattutto dal nuovo vescovo, Mons. Giuseppe Petrocchi, si cominciano a vedere i primi risultati: in data 16/12/2004, con deliberazione del Consiglio Comunale di Latina n. 150, fu assegnato, in diritto di superficie e a titolo gratuito, un terreno di mq. 9826 ai fini della costruzione delle opere pastorali e della nuova chiesa. Il 16 settembre 2005, alla presenza del notaio sig. Nasoni, e' stato firmato, previo permesso dell'Ordinario diocesano, da don Daniele e dall'Arch. Ventura Monti l'atto di concessione dello stesso terreno.

Il lavoro pastorale, intenso e complesso, prosegue insieme all'ideazione di molteplici attività  che stanno prendendo forma e dando i primi risultati grazie al nuovo comitato 'Pro Costruenda Chiesa' e all'impegno del Consiglio Affari Economici. Il futuro si presenta, per la nostra parrocchia, ricco di sfide e altrettanto promettente e stimolante.

 
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